|
LOTTIZZAZIONE
PIZZICARI’:
I VELENI E GLI INTERESSI
Abbiamo affidato al dott. Enzo Montalbano la
nostra aspettativa di verità sui fatti
successi, con l’auspicio che la magistratura
possa presto emettere sentenze esaustive e
definitive.
Attualmente è in corso, per i proprietari, per
il progettista, per i componenti della
Commissione Edilizia e per i componenti del
Consiglio Comunale e per il Tecnico comunale di
Terme Vigliatore un procedimento giudiziario
sulla ipotesi del reato di abuso d’ufficio.
In sintesi, l’approvazione del piano di
lottizzazione relativo ad alcuni terreni
edificabili in Terme, contrada Pizzicarì, “zona
C4” per la Procura di Barcellona P.G. sarebbe
illecito per non aver allegato alla domanda del
piano di lottizzazione, presentata dai privati,
alcuni grafici relativi alla viabilità interna
e alcuni grafici plano- volumetrici nonché,
specialmente, per non aver incluso nella
lottizzazione dei terreni una proprietà
confinante, dei signori Staiti - Trifilò.
Tutti costoro, ovvero i componenti C.E., i
consiglieri e il tecnico comunale avrebbero
operato in combutta per favorire gli interessi
dei privati proprietari. Questo è l’aspetto
della vicenda più particolare: in un comune dove
per decenni si è costruito in lottizzazioni
abusive – si pensi alla zona Campo sportivo,
via 4 Novembre, la zona posteriore al Banco di
Sicilia, la via Boccaccio a San Biagio,
addirittura la zona limitrofa alla preziosa
villa romana, alcune zone di Marchesana, ecc. –
è sorprendente che il procedimento penale
abbia riguardato alcuni cittadini che
intendono costruire su terreno edificabile “zona
C4” e che han realizzato le opere di
urbanizzazione primarie previste, cedendole al
comune come per legge a titolo gratuito. Questi
sarebbero gli allegri delinquenti, cha avrebbero
brigato per essere illegittimamente favoriti!
In un comune quale Terme dove, ancora oggi,
molti costruiscono le loro ville in zona
agricola (fra costoro anche notabili
intellettuali locali, sempre pronti a cogliere “
la pagliuzza nell’occhio altrui”) tutto ciò
appare veramente un paradosso.
Pendente ora il procedimento giudiziario, che
avrà i suoi tempi, non brevi, per la
definizione, e riservandoci nel futuro di
ritornare su quanto emergerà dagli atti
giudiziari, con il presente intervento si
vuole semplicemente portare a conoscenza della
reale entità dei fatti e formulare alcune
osservazioni di carattere sociale,
amministrativo e politico.
I Fatti:
I proprietari di un terreno sito in C.da
Pizzicarì di Terme Vigliatore nei primi mesi del
2003 incaricarono l’ing. Aliquò, di Terme
Vigliatore, onde redigere istanza al Comune per
ottenere un parere preventivo da parte
dell’Amministrazione comunale sulla fattibilità
di un piano di lottizzazione riguardante alcuni
terreni ricadenti in zona C4. Il comune
rispose dettando alcune indicazioni.
Prima di procedere a redigere il piano di
lottizzazione il progettista richiese ai
confinanti se intendevano partecipare al piano
di lottizzazione. Tra costoro originariamente
non erano inclusi i sig.ri Staiti – Trifilò.
Solo successivamente, vale a dire allorché un
confinante (Mirabile) vendette il proprio
terreno alla sig.ra Milena Buemi, che aderì al
p.d.l., i sig.ri Staiti – Trifilò divennero
confinanti rispetto ai terreni interessati al
progetto. Va precisato subito che non esisteva
obbligo giuridico ad includere questi ultimi
nella lottizzazione in quanto gli stessi avevano
la possibilità di richiedere autonomo piano di
lottizzazione ai sensi dell’art. 20 comma “O”
delle norme di attuazione del P.R.G.
Effettuati i preliminari
adempimenti di cui si è detto, con istanza
sottoscritta da tutti i proprietari che avevano
aderito è stata inoltrata in data 15.12.2003
richiesta per l’autorizzazione del piano di
lottizzazione concernente la C.da “Pizzicarì”.
Non vennero allegati i grafici
planivolumentrici in quanto con il p.d.l.
vennero depositati i singoli progetti delle
costruende abitazioni. Non venne, invece,
tracciata la viabilità interna, se non in
termini generali, che non era allora necessaria
perché tali strade non collegavano le singole
future abitazioni agli spazi destinati a verde o
ai parcheggi, quest’ultimi collegati
direttamente alla via pubblica; né vi era
previsione che tale viabilità - in quanto
interna - potesse O dovesse essere oggetto
di cessione al Comune.
Il Piano di lottizzazione venne approvato in
Commissione Edilizia in data 09.03.2004 ed in
Consiglio Comunale, all’unanimità, in data
08.07.2004 con Delibera n. 45.
Successivamente venne redatto il progetto
esecutivo per la realizzazione delle opere di
urbanizzazione primarie: verde, parcheggio,
impianto fognante, impianto idrico, impianto
elettrico, ecc. Tale progetto venne approvato
ed in data 03.11.2004 ed il geom. Vincenzo Torre
ha rilasciato la prevista autorizzazione.
In data 12.01.2005 i confinanti
Trifilò – Staiti, i cui interessi erano (come
sono attualmente) curati, dal geom. Stefano
Feminò e dall’avv. Branca, come legale,
comunicarono al Comune di Terme Vigliatore di
essere intenzionati a partecipare alla
lottizzazione approvata.
Pur avendo già redatto il progetto esecutivo ed
iniziato i lavori relativi, in data 16.02.2005
l’ing. Aliquò, in accordo con i singoli
richiedenti alla lottizzazione, comunicò al
Comune la disponibilità a redigere un piano di
lottizzazione in variante, che includesse i
terreni dei nuovi richiedenti.
Ciò è stato fatto esclusivamente per ragioni di
buon vicinato, in quanto, si ribadisce, il
terreno dei sig. Stati - Trifilò, ricadente in
zona C4 del P.R.G. risultava (come risulta)
delimitato da un’area con destinazione agricola
e da ben due strade pubbliche. Ne derivava e
( deriva ) che in conseguenza delle Norme di
Attuazione del R.E.C. di Terme V., i terreni
Trifilò - Staiti ben avrebbero potuto essere
lottizzati anche separatamente ed
indipendentemente dalla lottizzazione presentata
il 15.12.2003, poi approvata.
Tale progetto di variante, pur avendo avuto il
parere positivo di tutti i partecipanti, non
venne infine sottoscritto dai signori Trifilò -
Staiti sebbene in un primo momento gli stessi
lo avessero accettato.
La lottizzazione è stata completata in tutte le
sue parti
in data 29.06.2005, comprese le opere di
urbanizzazione primaria ( impianti idrico,
fognario, ecc. ) il parcheggio, zona verde
che sono stati consegnate al comune di Terme
Vigliatore con verbale del 31.08.2005,
sottoscritto dal geom. Vincenzo Torre.
Come è noto, nei primi giorni di gennaio 2006 si
sono insediati, a seguito dello scioglimento del
Consiglio comunale, i Commissari Straordinari.
Costoro hanno correttamente proceduto al rinnovo
dei componenti della Commissione Edilizia,
essendo la precedente decaduta.
In data 4.5.2006 la nuova Commissione Edilizia
Comunale ( di seguito C.E.C. ) nominata dai
Commissari del Governo esprimeva parere negativo
per la costruzione di n. 5 fabbricati sul lotto
A e rigettava la richiesta di sanatoria
relativa alla costruzione della strada interna.
Ciò “
in quanto la realizzazione della cosiddetta
traccia carrabile, di fatto viabilità interna
alla lottizzazione, costituisce variante
sostanziale alla originale lottizzazione, in
quanto l’area interessata deve essere detratta
da quella origina rimanente considerata ai fini
della volumetria assentita”.
In tale data venivano dunque, di fatto,
condivisi da parte degli Organi dell’Ente i
rilievi prospettati dal geom. Feminò e dell’avv.
Branca, a parere dei quali quella
lottizzazione non poteva essere rilasciata, sia
perché non vi avevano partecipato i
proprietari dei terreni interessati sigg.
Staiti – Trifilò sia perché , essendo stata da
parte dell’ing. Aliquò computata per la
determinazione dell’indice fondiario anche
l’area ora da adibirsi a traccia carraia ,
la volumetria dei singoli immobili assentita
risultava –a loro dire - superiore rispetto a
quella consentita per legge.
In coerenza ai rilievi di cui sopra, la C.E.C.
in data 22.6.2006 si pronunciava in merito
all’adozione di un eventuale provvedimento di
annullamento in autotutela e proponeva l’avvio
di un procedimento in quanto verificava
a). l’inesistenza negli elaborati progettuali
originari dei grafici riguardanti la rete viaria
interna, la cui superficie non avrebbe dovuto
essere quantificata nel computo per determinare
l’indice fondiario;
b). la mancanza degli elaborati specifici
concernenti lo schema planivolumetrico e le
planimetrie con quote plano- altimetriche.
A seguito di tale deliberato, ebbero luogo
degli incontri tra l’ing. Aliquò, il
commissario prefetto Ucci ed il geom. Torre, di
cui alle missive del 22.7.2006 e del
27.7.2006. In tali sedi si evidenziò, da un
lato, l’insussistenza del diritto da parte dei
sigg.ri Staiti – Trifilò ad essere inseriti nel
p.d.l. per cui è procedimento e di cui in
autotutela si chiedeva la revoca; dall’altro,
la non necessità di allegare lo schema plano
volumetrico all’originaria richiesta al
rilascio del p.d.l. inoltrata il 15.12.2003
dello schema planivolumetrico, l’erroneità
nell’avere ritenuto che la superficie utilizzata
per la viabilità interna dovesse essere detratta
dal computo per l’indice fondiario e, in ultimo,
la non necessità che, nella redazione del
progetto originario, venissero indicate le due
strade interne ai lotti in quanto, proprio
perché a sviluppo del tutto interno ai singoli
lotti, le strade dovevano essere oggetto
di progettazione definitiva in contemporanea ed
unitamente alla progettazione dei relativi
fabbricati. cosa che è già avvenuto per il
lotto “A”.
Va evidenziato che lo stesso
progettista in ottemperanza alle indicazioni
disposte dai Commissari del Governo, provvide a
trasmettere in data 22.7.2006, sebbene
apparisse superfluo per le ragioni esposte,
lo schema planivolumetrico, vale a dire in
data precedente la revoca della concessione in
autotutela, indicando già a quella data
l’esatta consistenza della viabilità interna
della quale, sin dall’8.3.2006, aveva
richiesto la concessione in sanatoria ex art.
13 Legge 47/85.
In buona sostanza, il progettista
ancor prima dell’emissione del provvedimento di
revoca alla data del 27.7.2006 aveva depositato
tutti gli elaborati, ancorché a suo giudizio
superflui e sovrabbondanti, richiesti dall’Ente
comunale e, soprattutto, aveva evidenziato che
non era stata posta in essere alcuna violazione
alla normativa urbanistica ai fini
dell’adozione del p.d.l..
La Commissione Straordinaria, in data
30.11.2006, su conforme proposta 24.11.06 del
responsabile dell’area tecnica Territorio ed
ambiente del Comune di Terme Vigliatore geom. V.
Torre, ha annullato in autotutela il piano di
lottizzazione approvato dal Consiglio Comunale
di Terme Vigliatore , recependo i rilievi
tecnici sia della C.E.C. sia quelli del geom.
Torre, capo dell’area tecnica Territorio ed
Ambiente del Comune di Terme V..
Infine, i privati lottizzanti hanno revocato
l’incarico professionale all’ing. Aliquò
affidandolo all’ing. Pietro Mandanici ed al
geom. Pippo Feminò; il primo padre di un
componente della C.E.C. ed il secondo componente
della stessa.
A questo punto va rilevato che la contestazione
principale nasceva dal parere espresso dalla
C.E.C., che i terreni di proprietà dei signori
Staiti- Trifilò dovessero essere inclusi nel
piano di lottizzazione approvato.
A tale proposito, si evidenzia che gli stessi
Staiti- Trifilò avrebbero potuto proporre la
loro richiesta al TAR di Catania, ed il comune
di Terme Vigliatore avrebbe potuto includere il
loro terreno con un procedura di Ufficio.
Entrambe le procedure non sono state eseguite
preferendo il comune revocare il piano di
lottizzazione. Per evitare tale determinazione i
proprietari avrebbero dovuto accettare la
costrizione del comune e redigere un nuovo piano
di lottizzazione secondo gli interessi dei
signori Staiti - Trifilò.
La revoca del piano di lottizzazione è
conseguenza del fatto che i proprietari non
abbiano accettato l’imposizione prescritta.
Considerazioni:
Il motivo principale che ha messo in
discussione la legittimità del Piano di
lottizzazione approvato era quello derivante dal
mancato inserimento dei terreni dei signori
Staiti - Trifilò, questo motivo è stato più
volte richiesto per conto degli stessi dal geom.
Feminò e dall’Avv. Branca e fatto proprio
dall’Ufficio tecnico tramite il geom. V. Torre.
Nelle successive perizie eseguite tale motivo è
apparso subito pretestuoso, essendo risultato
chiaro che i signori Staiti - Trifilò avrebbero
potuto provvedere alla lottizzazione dei loro
terreni tramite altro piano di lottizzazione
autonomo.
Il deposito del grafico plani -
volumetrico, appare chiaramente inutile in
quanto il progetto risulta perfettamente
determinato avendo il progettista presentato
altri elaborati grafici alternativi e più
esaustivi, e che comunque tale elaborato è stato
presentato al comune di Terme Vigliatore, prima
della deliberazione di revoca.
Per quanto riguarda la pretesa necessità
di prevedere all’interno dei lotti una strada
pubblica da detrarre dalla volumetria
disponibile; appare non giustificata dalle norme
e soprattutto dalle necessità derivanti dalla
progettazione stessa. E’ appena il caso,
evidenziare che la normativa regionale (anche
quella nazionale) prescrive nei piani di
lottizzazione una superficie minima per verde
attrezzato ed una superficie minima per
parcheggi; non prescrive in alcun modo una
superficie per strade pubbliche, queste infatti
restano eventualmente da determinare in funzione
delle scelte progettuali. Insomma le strade
pubbliche sono prescritte quando occorra
prevederle per accedere ad altri spazi pubblici,
verde e parcheggio. In questo caso non sono né
necessarie, né opportune.
Forse è la prima volta che si realizzano lotti
di terreno edificabili con più edifici e con un
unico accesso sulla via pubblica ed all’interno
con percorsi privati?!.
Forse in Sicilia mai si è sentito parlare di un
“residence”?!
Ritengo che i proprietari che hanno proposto la
lottizzazione “Pizzicarì”, oggi revocata, siano
nel giusto ed a loro, prima o dopo bisognerà
chiedere umilmente scusa. I fatti, così come
proposti all’opinione pubblica, hanno
trasformato dei cittadini che con il loro lavoro
di anni avevano acquistato il terreno con la
legittima speranza di realizzare una casa per sé
o per i propri figli, in speculatori e in
delinquenti. Probabilmente a questi andrà anche
riconosciuto l’onore di essersi opposti ad una
ingiusta imposizione da parte di un ente
pubblico.
****
A mio avviso esiste la necessità di
approfondimento investigativo, quali condotte di
prevaricazione ed abuso commesse da taluni
personaggi, che probabilmente avevano interesse
ad osteggiare il piano di lottizzazione
approvato;
- le valutazioni tecniche espresse del geom.
Vincenzo Torre, responsabile dell’area tecnica
ed ambiente del Comune di Terme Vigliatore che
dapprima, in relazione al p.d.l. c.da Pizzicarì,
ha condiviso le scelte della C.E.C. poi decaduta
per effetto dello scioglimento del Consiglio
comunale e, successivamente, mutando
radicalmente partito, finendo con l’avallare gli
interessi economici dei sig.ri Staiti – Trifilò
e del loro difensore, redigendo la relazione poi
utilizzata dai Commissari Straordinari;
- i rapporti personali, professionali,
economici e parentali tra taluni componenti
della C.E.C. nominata dai Commissari
Straordinari ed il geom. Feminò.
- le
valutazioni tecniche espresse dalla stessa
C.E.C. riguardo la lottizzazione c.d. “Pirri”
onde procedere ad un giudizio di comparazione
con le valutazioni tecniche e normative espresse
per il p.d.l. c.da Pizzicarì.
Osservazioni:
Appaiono
inquietanti alcune osservazioni, che di seguito
si propongono:
-
L’avvocato N. Branca ha sostenuto l’accusa, in
buona parte a mio avviso strumentale, per conto
dei signori Staiti - Trifilò, il quale, invece
di rivolgersi al Tar per annullare la
lottizzazione si rivolge al comune di Terme
Vigliatore affinché revochi il piano di
lottizzazione. (Evidentemente aveva un rapporto
privilegiato).
Il tecnico
comunale geom. Vincenzo Torre si avvale della
consulenza legale dell’avv. Puliafito
(l’avvocato Branca e l’avv. Puliafito
notoriamente sono collegati strettamente fra di
loro); il geom. Torre, che prima aveva espresso
il proprio parere favorevole alla lottizzazione,
propone la revoca finendo con il negare anche le
esistenti strade che i signori Staiti - Trifilò
avrebbero potuto utilizzare per proporre un
piano di lottizzazione autonomo. Probabilmente
in buona fede, ma sicuramente mal consigliato.
- Con
l’avvento dei commissari straordinari, cambia la
Commissione Edilizia e viene reinserita per la
quasi totalità (strano!), la commissione
precedente (quella in carica nella precedente
amministrazione Cipriano, con l’aggiunta
dell’ing. Danzè Antonio, cognato del geom.
Feminò, per il quale non si è ancora capito il
motivo del suo inserimento (?), ma si è potuto
notare la sua presenza in tutte le riunioni
contro il citato Piano di lottizzazione.
-
Ragionando per semplice ipotesi. Nel periodo
della gestione commissariale, si è costituito, a
mio avviso, un gruppo di professionisti,
direttamente o indirettamente interessato al
piano di lottizzazione realizzato, che con
l’avallo degli stessi commissari hanno
osteggiato il progetto finendo con il revocare
il piano approvato e realizzato. Questo gruppo
di persone, di cui sopra si è fatto cenno,
continua ad operare amministrativamente nel
comune in collaborazione con l’amministrazione
dell’attuale sindaco Cipriano.
Appare chiaro
che questo gruppo si avvalga
dell’amministrazione per propri vantaggi
(numerosi sono fra l’altro, gli incarichi da
questi conseguiti), ma lo stesso gruppo ha
sostenuto e sostiene ovviamente il Sindaco
Cipriano.
Questa
situazione, sé pure ipotetica, prima ancora che
possa essere rilevata dal punto di vista
giudiziario, va rilevata dal punto di vista
politico ed amministrativo ed allarmare ogni
libero cittadino.
- Ritornando
alla lottizzazione Pirri. Questa è stata
approvata dalla stessa C.E.C. che ha revocato la
lottizzazione Pizzicarì, malgrado che alcuni
proprietari vicini (e questi veramente
interclusi rispetto alle strade pubbliche),
abbiano chiesto di essere inseriti nel piano di
lottizzazione proposto, con un comportamento
dello stesso Comune contraddittorio con la
deliberazione di revoca della lottizzazione
Pizzicarì, dove si è posto a base della
motivazione di revoca il mancato inserimento dei
terreni di proprietà dei signori Staiti -
Trifilò.
Oggi la
Commissione Edilzia è nuovamente cambiata, ma ha
mantenuto nel suo interno alcuni dei componenti
precedenti, è cambiato il tecnico istruttore a
seguito della sostituzione del dott. Ucci, ed
oggi il compito è affidato al geom. Domenico La
Malfa; e la lottizzazione proposta dai germani
Pirri è stata definita con il parere negativo
espresso dal tecnico comunale, dalla stessa
C.E.C. e dal Commissario Straordinario nominato
appositamente dall’Assessorato Regionale
Territorio ed Ambiente, malgrado i numerosi
interventi di adeguamento.
In questo modo è
stato conclamato, che la Lottizzazione Pirri
approvata dalla stessa C.E.C. che ha revocato la
lottizzazione Pizzicarì, era illegittima e la
C.E.C., che l’ha approvata appare, o non
competente in materia urbanistica, o peggio
ancora, strumentalizzata nella sua attività da
qualcuno o, vedi ipotesi, da un gruppo. In un
caso o nell’altro, il dubbio su un comportamento
delittuoso inerente la lottizzazione Pizzicarì
appare forte ed aspetta una risposta esauriente.
Va rilevato, che
ancora oggi, i proprietari dei terreni
interclusi e che hanno chiesto di essere
inseriti nel piano di lottizzazione “Pirri”, non
hanno avuto alcun riscontro alla loro richiesta
più volte ribadita.
Enzo
Montalbano
Pubblicato in data 20 ottobre 2010 |