N. 01345/2009 REG.SEN.
N. 00472/2007 REG.RIC.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

sezione staccata di Catania (Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Sul ricorso numero di registro generale 472 del 2007, proposto da: 
Salvatore Enrico CALTAGIRONE, Pippo FEMINO’, Antonio ARCORACI, Giuseppa ILACQUA, Santo AVENA, Daniela LA SPADA, Antonino BARRESI, Giuseppina REALE, Domenica AVENA, Maria IANNELLO, Antonino LA MALFA, Maria CICCIARI, Giuseppa ALESCI, rappresentati e difesi dagli avv. Carmelo Briguglio, Vincenzo Mandanici, con domicilio eletto presso la Segreteria del TAR Catania;

contro

Comune di Terme Vigliatore , in persona del legale rappresentante pro tempore rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Marchese, con domicilio eletto presso Nicola Natullo in Catania, viale XX Settembre,43;
Commissione Straordinaria Gestione Comune Terme Vigliatore; Ministero dell'Interno, Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, rappresentati e difesi dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata per legge in Catania, via Vecchia Ognina, 149;

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

1) della deliberazione della Commissione Straordinaria n. 219 registro delibere del 30.11.2006, adottata dalla Commissione Straordinaria per la gestione del Comune ex DPR 23.12.2005, pubblicata sulla GURI 14.1.2006 n. 11, con la quale è stato disposto l’annullamento d’ufficio in autotutela della deliberazione del Consiglio Comunale n. 40 del 2.8.2005 con la quale era stato approvato il Piano di lottizzazione sito in c.da 5. Paolino in zona C4 del PRG, della relativa convenzione stipulata tra il Comune ed i lottizzanti in data 21.9.2005 e di ogni altro atto presupposto e/o conseguenziale rispetto al suddetto atto deliberativo;

2) dei pareri della C.EC resi con verbale n. 10 del 29.6.2006 e con verbale n. 21 del 16.11.2006; della relazione del Responsabile dell’U.T..C. e della relazione dell’esperto dell’ente del 13.11.2006 (delle quali non si conosce il contenuto) richiamate nei

predetti verbali della C.E.C., nonché dì ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale..

 

 

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Terme Vigliatore (Me);

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Interno;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente;

Viste le memorie difensive;

Vista l’OCI n. 160/2008 e la documentazione depositata in adempimento degli incombenti istruttori;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26/03/2009 il Primo Referendario Agnese Anna Barone e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

 

 

FATTO

Con deliberazione n. 40 del 02/08/2005 il Consiglio Comunale di Terme Vigliatore approvava il piano di lottizzazione per la realizzazione di edifici residenziali su aree di proprietà dei ricorrenti ubicate in c.da san Paolino; in data 21/09/2005 veniva sottoscritta la relativa convenzione di lottizzazione.

In seguito allo scioglimento dell’ente locale (DPR del 23/12/2008)

e all’insediamento della commissione straordinaria di gestione venivano riesaminati alcuni piani di lottizzazione in contrasto con il PRG e tra questi quello in esame nei confronti del quale si rilevava la mancanza di un sistema di rete viaria interna, la mancanza di alcuni elaborati grafici e la mancanza di adeguate opere di urbanizzazione primaria.

A seguito della comunicazione di avvio del procedimento di annullamento in autotutela del piano, i ricorrenti chiarivano le scelte progettuali relative alla viabilità interna e integravano la documentazione mancante.

Il Comune, con nota n. 12858 del 12/09/2006 riteneva irrilevanti i chiarimenti forniti dagli interessati, confermando anche l’inidoneità della documentazione prodotta e sostenendo l’esistenza di una lottizzazione in ambito aperto ai sensi dell’art. 14 della l.r. 71/1978. Tale nota veniva riscontrata dai ricorrenti (nota del 23/10/2008) i quali evidenziavano l’insussistenza dei presupposti per l’annullamento d’ufficio ed il completamento delle opere di urbanizzazione primaria e depositavano l’ulteriore documentazione richiesta.

Con deliberazione n. 219 del 30/11/2006 la Commissione straordinaria di gestione, recependo il verbale n. 21/2006 della CEC annullava la deliberazione n. 40 del 02/08/2005 e la convenzione di lottizzazione, motivando l’atto di ritiro sulla mancanza di opere di urbanizzazione primaria (in particolare della rete viaria interna da cedere gratuitamente al Comune, collegata alla strada pubblica), sulla carente documentazione prodotta dai proprietari delle aree e in ragione della prevalenza del pubblico interesse alla corretta espansione e urbanizzazione del territorio.

Con il ricorso in esame, i ricorrenti hanno impugnato il provvedimento di annullamento in autotutela dell’approvazione del piano di lottizzazione e ne hanno chiesto l’annullamento deducendo le censure di violazione di legge ed eccesso di potere.

In particolare i ricorrenti sostengono che l’amministrazione, nonostante i ripetuti chiarimenti dei progettisti, non abbia tenuto conto delle particolari condizioni orografiche della zona che hanno reso necessario prevedere le sole strade residenziali di allaccio dei lotti alla rete stradale comunale e non abbia considerato la realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione in conformità al progetto approvato. In definitiva i ricorrenti censurano che nel procedimento di secondo grado sia mancata un’adeguata istruttoria sulla concreta situazione dell’area interessata dalla lottizzazione. I ricorrenti contestano, infine, la circostanza secondo la quale essi non avrebbero partecipato al procedimento in modo proficuo per eliminare le difformità contestate, avendo integrato tutta la documentazione richiesta dal Comune e ritengono insussistente alcun interesse pubblico prevalente sull’interesse privato idoneo a giustificare l’annullamento della lottizzazione..

Il Comune intimato si è costituito in giudizio per resistere al ricorso, sostenendo l’assoluta mancanza di opere di urbanizzazione e la mancanza di un sistema viario interno integrato con la pubblica via.

L’Avvocatura dello Stato si è costituita per il Ministero dell’Interno e per l’Assessorato regionale TT. AA rilevando l’estraneità dei predetti enti rispetto ai provvedimenti impugnati.

Con ordinanza n. 160/2008 è stata disposta verificazione ai fini di accertare i fatti oggetto di contestazione, in particolare:

- l’esistenza, all’interno del piano, di idonee opere di urbanizzazione;

- l’esistenza, prescindere dal piano, di idonee opere di urbanizzazione;

- la conformità del piano di lottizzazione alla normativa urbanistica in vigore all’epoca di approvazione;

- la completezza della documentazione allegata dai ricorrenti;

- l’effettiva realizzazione di opere di urbanizzazione da parte dei ricorrenti alla data di adozione del provvedimento impugnato e il loro eventuale valore.

Successivamente a deposito della relazione di verificazione, le parti hanno presentato memorie insistendo nelle rispettive pretese.

Alla pubblica udienza del 23 marzo 2009, la causa è stata trattenuta in decisione, come da verbale.

DIRITTO

La controversia in esame concerne la legittimità del provvedimento di annullamento in autotutela delle delibera di approvazione del piano di lottizzazione sopra precisato, in ragione dell’inadeguata dotazione delle opere di urbanizzazione primaria e delle carenze documentali relativi agli elaborati progettuali prodotti dai ricorrenti.

Sul punto, il verificatore, rispondendo agli specifici quesiti formulati nell’OCI n.160/2008, - dopo aver chiarito che le opere di urbanizzazione relative al piano sono state quantificate secondo i criteri previsti dall’art. 32 del regolamento edilizio comunale e che le presunte difformità degli elaborati progettuali allegati dai ricorrenti presentano soltanto delle “insufficienze sanabili con l’eventuale integrazione di apposito elaborato” - ha accertato la sostanziale conformità del piano di lottizzazione alla normativa urbanistica vigente all’epoca di approvazione del piano, tenuto anche conto dell’integrale realizzazione dei lavori di urbanizzazione primaria.

A fronte dell’esito della predetta verificazione, dal quale il Collegio non ravvisa motivo di discostarsi, vengono meno i presupposti di fatto e le motivazioni a sostegno del provvedimento di annullamento poiché - sebbene le norme urbanistiche (in particolare art. 10 della NTA del PRG del Comune di Terme Vigliatore) dispongano che nelle zone soggette a preventiva approvazione di piani esecutivi questi devono prevedere uno schema viario gerarchico costituito da strade locali e di quartiere allacciate alle strade di livello superiore - tuttavia, alcuna norma prevede espressamente l’ obbligatorietà della cessione gratuita al Comune del predetto sistema viario.

Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto dal Comune circa la frammentarietà delle aree destinate a verde e a parcheggio, nessuna norma urbanistica impone la riunione in unica attrezzatura di quartiere delle opere di urbanizzazione realizzate dai proprietari delle aree.

Quanto alla presunta carenza documentale, infine, questa, come riscontrato dal verificatore, poteva essere sanata con l’integrazione di apposito elaborato recante le quote di progetto dei singoli fabbricati, ma non poteva certo costituire motivo di illegittimità della delibera di approvazione del piano.

Per quanto sopra, il Collegio ritiene che nessuno dei rilievi formulati dalla commissione edilizia comunale posti a base dell’annullamento della delibera di approvazione del piano di lottizzazione sia effettivamente sussistente e possa legittimare l’esercizio del potere di autotutela. Conclusivamente, il ricorso è fondato e va accolto con conseguente annullamento della deliberazione impugnata.

La natura della controversia costituisce giusto motivo di compensazione delle spese di giudizio, ad eccezione di quelle di verificazione, che seguono la soccombenza, e che vengono liquidate in euro 2.459,00, come da nota spese redatta conformemente alle disposizioni del d.m. 30/05/2002.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo regionale per la Sicilia - sezione staccata di Catania - sezione prima, accoglie il ricorso indicato in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Compensa le spese di giudizio.

Condanna il Comune di Terme Vigliatore alla rifusione delle spese di verificazione in favore dell’Ing. Antonino Silliato che liquida in euro 2.459,00 (duemilaquattrocentocinquantanove/00)

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 26/03/2009 con l'intervento dei Magistrati:

 

 

Vincenzo Zingales, Presidente

Salvatore Schillaci, Consigliere

Agnese Anna Barone, Primo Referendario, Estensore

 

L'ESTENSORE ____________________________________________________________ IL PRESIDENTE


 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 16/07/2009

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

IL SEGRETARIO